Passa ai contenuti principali

IL MIRACOLO DI SPIKE LEE

MIRACOLO A SANT'ANNA

Tratto dall'omoninmo romanzo di James McBride, il film tanto discusso diretto da Spike Lee vede con un'altra faccia la II GUERRA MONDIALE, in particolar modo un avvenimento insito nella seconda guerra ovvero l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema, un paesino toscano. Per i tedeschi nazisti questa zona era una "zona bianca", ossia in questa località venivano accolti sfollati.

Avvenne un vero e proprio crimine contro l'umanità, vennero sterminati più di 560 innocenti, donne, bambini e anziani.


L'efferata malattia nazista si radicò in Italia subito dopo che venne stipulato il PATTO D'ACCIAIO che consolidò l'asse Roma-Berlino, obiettivo quello di aiutarsi a vicenda secondo Benito Mussolini, che forse non seppe tanto valutare il fatto che si stesse alleando con il primo serial killer al mondo.


La situazione narrata da Lee finisce per essere ovviamente la trasposizione di un romanzo. Non fedelissima alla realtà, ma una storia che rinviando ad un fatto storicamente accaduto ci riporta proprio nel tempo. Vedere un gruppo di soldati di colore è una novità nel cinema del novecento. Cioè soldati afro-americani come protagonisti. Spike Lee già ci mostra in una delle prime scene John Wayne come l'immagine del machismo bianco, di colui che combatte la guerra, come se fosse solo il bianco quello a lottare, ma invece no. La storia del contingente Buffalo Soldiers è veramente esistita e il vederla costruita nella bellezza registica di Spike Lee, riletta in un linguaggio attuale e innovativo, è ancora più gratificante. Direi un film toccante con molti rimandi al cinema neo-realista italiano, da Rossellini, a De Sica e Fellini, ma soprattutto la mano nera e la mano bianca che si toccano, che si fondono, messaggio preponderante e fondamentale del pensiero di uno dei registi più bravi e perspicaci del mondo.


Se Obama ne uscirà vincitore Spike riceverà l'oscar, dubito fortemente che con una eventuale amministrazione McCaine egli possa ottenere il massimo riconoscimento anche perché volutamente dichiarò quando fu ospite al tg uno che lui aveva votato per Obama.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'Odissea secondo Sir Nolan

Per un artista superare se stesso è la vera Odissea . Christopher Nolan non ha bisogno di presentazioni e chi ha visto almeno uno dei suoi film Batman Begins , Inception , Dunkirk , Interstellar  oppure Oppenheimer , può notare che questi film sono, alla fine, lo stesso film, con lo stesso protagonista ossia un uomo che deve "conoscere se stesso", colui che deve applicare la massima dell'oracolo di Delfi Nosci te ipsum , dopo aver attraversato l'impresa delle imprese tra fatiche immani e lotte contro l'impossibile. Odissea  (2026) di Nolan si smarca (nonostante le tre ore che non si sentono) dal cinema di James Cameron, il quale sostiene che il 3D sarebbe imprescindibile per la completa immersione cinematografica. Nolan, infatti, sdogana l'uso della CGI e dell'Intelligenza Artificiale (tanto cara al suo nemico Elon Musk) e pensa bene di girare in pellicola 70mm Imax, con comparse in carne e ossa, con set-location naturali e con scenografie arti...

Le città di pianura

Che bella scoperta Le città di pianura ! I film di strada, nell'immaginario collettivo, hanno come sfondo la Route 66 e poi le insegne al neon dei motel o le stazioni di servizio fantasma attraversate da un rotolacampo. Ebbene sì ne Le città di pianura , invece, fa da campo il Veneto, la laguna veneziana e altre zone del treviggiano. La storia ruota attorno a due pittoreschi uomini di mezza età, che sono alla ricerca di - non si sa precisamente cosa - forse dell'ultimo drink. E scorrazzano in macchina, in piena notte, per dei paesini veneti dimenticati da Dio, ma che per i due hanno un significato intimo. Ad ogni sosta bevono così maldestramente da sboccare pure l'anima. Una notte, però, s'incrociano con Giulio, uno studente universitario di architettura e piuttosto introverso. Il ragazzo s'aggregherà al viaggio in macchina coi due. Giulio gli trasferirà nuove idee e modi di vedere il mondo e loro lo svezzeranno, facendolo diventare bevitore e uomo. Otti...

«Rave Party» nel Salento. Migliaia di giovani sembra Woodstock (quasi)

Sembra di rivedere i momenti di Woodstock, quando vediamo sciami di giovani che si spostano anche dal nord Italia per venire nel Sud, nel Salento, la terra del sole per iniziare le loro "notti pazze". Se Woodstock aveva dei connotati di protesta e quindi spinti a favore di qualsiasi forma di pacifismo contro gli Stati Uniti che bombardavano in Vietnam, qui non c'è niente di politico o di rivoluzionario. La musica che i giovani si sparano nelle orecchie è: musica techno . È stanotte, ore 02:00, che hanno cominciato a ballare nella località di Diso, precisamente nella frazione marittima. Ma la cosa che sorprende, è che tutti questi giovani scatenati hanno intenzione di ballare per 72 ore continuative. Incuranti di questo i ragazzi si sono spostati nei comuni limitrofi; Castro e Vignacastrisi, paesi perlopiù abitati da popolazione anziana, che per timore di non dormire le notti successive si sono rivolti alle forze dell'ordine. La polizia può fare poco anche perché la ge...