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Visualizzazione dei post con l'etichetta movie review

Io c'è: la religione fai da te

C’è un modo per evadere dalla crisi inventandosi una trovata ingegnosa per fare soldi? È l’io la chiave di tutto. Siamo noi stessi. È la lampadina che si accende a Massimo Alberti ( Edoardo Leo ), proprietario di un B&B che non sta ingranando più e sta diventando un posto desueto.

The Post, la recensione

Raccontare storie non è semplice, specie quando si tratta di “fatti” che riguardano, ormai a meno di mezzo secolo di distanza, la storia del giornalismo americano dei primi anni ’70. Sappiamo quanto sia ovvio porre l’accento sulla bravura di Steven Spielberg e la magistrale padronanza che egli ha del mezzo cinematografico.

Star Wars: Gli Ultimi Jedi, la recensione

Luke Skywalker (Mark Hamill) lo abbiamo lasciato in cima a un faraglione, ne Il Risveglio della Forza (2015) e lo abbiamo ritrovato nello stesso posto nell’ottavo capitolo di Guerre Stellari, Gli Ultimi Jedi . Non è certo per mancanza d’idee, ma per legittimare il personaggio chiave di questa saga, da Star Wars episodio IV (1977) diretto all’epoca da George Lucas. In questo capitolo VIII c’è tanto revisionismo narrativo: il regista Rian Johnson ci mette azione e intuizioni pirotecniche nello spazio, e questo è un bene, tornando poi drammaturgicamente a quei legami intrafamiliari di episodio VI, Il Ritorno dello Jedi , con le interpolazioni che ci sono tra il lato oscuro e il lato chiaro della Forza. Senza dilungarci, Gli Ultimi Jedi rispetta alla perfezione gli stilemi della saga, uno dei franchising economicamente più redditizi di tutti i tempi. I totem di fabbrica sono visibili già nei dettagli: le scritte a scorrimento in apertura nello spazio, le divise nazistoidi delle gua...

Dunkirk: quando sopravvivere non è cosa da poco

Dunkirk sicuramente è un film di guerra sul piano tecnico (girato anche su pellicola 70 mm come Ben Hur o  Lawrence D'Arabia ), ma sul piano stilistico è un esperimento somigliante a un documentario, con picchi di tensione tipici del thriller psicologico. Fino ad oggi, Dunkirk è il film più intimo del regista Christopher Nolan, che lo dirige e lo scrive di mano propria. L'approccio estetico è differente dagli altri film di guerra come, ad esempio, Salvate Il Soldato Ryan  di Steven Spielberg, che piuttosto si serviva di spettacolarizzare il dettaglio dei decessi nella sequenza di Omaha Beach ; Nolan, invece, taglia e lima, lasciando l'essenziale.