Passa ai contenuti principali

LA CRISI SECONDO Albert Einstein


Anzitutto, grazie ad Andrea Ignone che mi ha inviato una e-mail, in cui vi è questo piccolo discorso di Albert Einstein sulla crisi:

«... Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere "superato".
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, VIOLENTA IL SUO STESSO TALENTO e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.

La vera crisi è la crisi dell'incompetenza. L'inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita.

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza di essa tutti i venti sono solo lievi brezze.

Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.»

Con questo discorso non voglio giustificare i rappresentanti di governo, che ne parlano ogni giorno, ma tutti quelli che da molto tempo dicono che la crisi non esiste, oppure, dicono che sta passando. Un modo come un altro per capire che anche un uomo come Einstein, un ebreo, si è dovuto scontrare con il brutto ed oscuro periodo della dittatura Nazista di Hitler; e fu proprio in quegli anni che vi concepì le grandi scoperte; è il caso di dire che la disperazione partorisce il genio!

Commenti

Post popolari in questo blog

Una battaglia dopo l'altra: quando la democrazia vacilla, gli idioti escono a galla

Paul Thomas Anderson ricrea un'innovativa trasposizione dei tempi affannosi che stiamo vivendo, rileggendo ancora il romanziere Thomas Pynchon dopo Vizio di Forma . Questa volta il regista losangelino s'ispira a  Vineland , romanzo ambientato in California (come questa pellicola) nell'anno della rielezione di Ronald Reagan. Anche se, diacronicamente, PTA inquadra i personaggi nel clima storico del trumpismo. È il decimo film del regista, che ha firmato capolavori come Il Petroliere, Il Filo Nascosto e Boogie Nights -L'altra Hollywood . Una Battaglia dopo l'altra (2025)  lo si potrebbe annoverare tra i sopracitati, ma con circospezione, perché la pellicola potrebbe essere letta (o male interpretata) da chi non abbia gli strumenti necessari per comprendere ciò che sta accadendo in America e, di riflesso, nel resto del mondo. La storia è semplice: Bob Ferguson (Leonardo Di Caprio)  è un "inconsapevole rivoluzionario" con velleità di scarso bombarolo. Facente ...

Le città di pianura

Che bella scoperta Le città di pianura ! I film di strada, nell'immaginario collettivo, hanno come sfondo la Route 66 e poi le insegne al neon dei motel o le stazioni di servizio fantasma attraversate da un rotolacampo. Ebbene sì ne Le città di pianura , invece, fa da campo il Veneto, la laguna veneziana e altre zone del treviggiano. La storia ruota attorno a due pittoreschi uomini di mezza età, che sono alla ricerca di - non si sa precisamente cosa - forse dell'ultimo drink. E scorrazzano in macchina, in piena notte, per dei paesini veneti dimenticati da Dio, ma che per i due hanno un significato intimo. Ad ogni sosta bevono così maldestramente da sboccare pure l'anima. Una notte, però, s'incrociano con Giulio, uno studente universitario di architettura e piuttosto introverso. Il ragazzo s'aggregherà al viaggio in macchina coi due. Giulio gli trasferirà nuove idee e modi di vedere il mondo e loro lo svezzeranno, facendolo diventare bevitore e uomo. Otti...

L'Odissea secondo Sir Nolan

Per un artista superare se stesso è la vera Odissea . Christopher Nolan non ha bisogno di presentazioni e chi ha visto almeno uno dei suoi film Batman Begins , Inception , Dunkirk , Interstellar  oppure Oppenheimer , può notare che questi film sono, alla fine, lo stesso film, con lo stesso protagonista ossia un uomo che deve "conoscere se stesso", colui che deve applicare la massima dell'oracolo di Delfi Nosci te ipsum , dopo aver attraversato l'impresa delle imprese tra fatiche immani e lotte contro l'impossibile. Odissea  (2026) di Nolan si smarca (nonostante le tre ore che non si sentono) dal cinema di James Cameron, il quale sostiene che il 3D sarebbe imprescindibile per la completa immersione cinematografica. Nolan, infatti, sdogana l'uso della CGI e dell'Intelligenza Artificiale (tanto cara al suo nemico Elon Musk) e pensa bene di girare in pellicola 70mm Imax, con comparse in carne e ossa, con set-location naturali e con scenografie arti...