Passa ai contenuti principali

SVALUTATION


«SVALUTATION» così cantava nel 1976, Adriano Celentano. E ci aveva azzeccato, perché il testo della canzone cantava di aumento del costo della benzina, disoccupazione, ma soprattutto dell'emerginazione del povero provinciale.
Le cose dal 1976 ad oggi non sono cambiate. Se per Celentano era una "svalutazione" quello che sta accadendo in Italia oggi è una "degenerazione".
Il lavoro scarseggia; già ne abbiamo parlato che si tratta oramai di una crisi a livello mondiale, che le cose non funzionano, che non ci sono soldi.
Credo sia solo una scusante da parte di chi gestisce capitale, mi riferisco alla categoria degli industriali, si proprio a loro, a Confindustria, a tutti quelli che dicono che prima o poi ne usciremo più forti di prima. È evidente che dire che c'è una crisi, mette in condizioni di allerta e ferma le coscienze di ognuno di noi. Si crea uno stato di paura, un afflosciamento del pensiero umano, una sorta di bradisismo che ci induce a non far niente e/o a reclamare contro qualsiasi forma di potere.
Un potere che non è distribuito uniformemente. Il potere nelle mani di una sola persona; tv, banche, assicurazioni, case editrici, appalti eccetera.
Una realtà corrotta e corrosa da un sistema che attua clientelismo, nepotismo e raccomandazioni(gentilmente chiamate "segnalazioni").
Per uscire da questa "malattia" la definirei così, e non crisi, vi è bisogno di attuare una "rivoluzione culturale" perché si possa far decadere il mito partenopeo del "chi è più furbo è intelligente".

Commenti

Post popolari in questo blog

Una battaglia dopo l'altra: quando la democrazia vacilla, gli idioti escono a galla

Paul Thomas Anderson ricrea un'innovativa trasposizione dei tempi affannosi che stiamo vivendo, rileggendo ancora il romanziere Thomas Pynchon dopo Vizio di Forma . Questa volta il regista losangelino s'ispira a  Vineland , romanzo ambientato in California (come questa pellicola) nell'anno della rielezione di Ronald Reagan. Anche se, diacronicamente, PTA inquadra i personaggi nel clima storico del trumpismo. È il decimo film del regista, che ha firmato capolavori come Il Petroliere, Il Filo Nascosto e Boogie Nights -L'altra Hollywood . Una Battaglia dopo l'altra (2025)  lo si potrebbe annoverare tra i sopracitati, ma con circospezione, perché la pellicola potrebbe essere letta (o male interpretata) da chi non abbia gli strumenti necessari per comprendere ciò che sta accadendo in America e, di riflesso, nel resto del mondo. La storia è semplice: Bob Ferguson (Leonardo Di Caprio)  è un "inconsapevole rivoluzionario" con velleità di scarso bombarolo. Facente ...

Le città di pianura

Che bella scoperta Le città di pianura ! I film di strada, nell'immaginario collettivo, hanno come sfondo la Route 66 e poi le insegne al neon dei motel o le stazioni di servizio fantasma attraversate da un rotolacampo. Ebbene sì ne Le città di pianura , invece, fa da campo il Veneto, la laguna veneziana e altre zone del treviggiano. La storia ruota attorno a due pittoreschi uomini di mezza età, che sono alla ricerca di - non si sa precisamente cosa - forse dell'ultimo drink. E scorrazzano in macchina, in piena notte, per dei paesini veneti dimenticati da Dio, ma che per i due hanno un significato intimo. Ad ogni sosta bevono così maldestramente da sboccare pure l'anima. Una notte, però, s'incrociano con Giulio, uno studente universitario di architettura e piuttosto introverso. Il ragazzo s'aggregherà al viaggio in macchina coi due. Giulio gli trasferirà nuove idee e modi di vedere il mondo e loro lo svezzeranno, facendolo diventare bevitore e uomo. Otti...

L'Odissea secondo Sir Nolan

Per un artista superare se stesso è la vera Odissea . Christopher Nolan non ha bisogno di presentazioni e chi ha visto almeno uno dei suoi film Batman Begins , Inception , Dunkirk , Interstellar  oppure Oppenheimer , può notare che questi film sono, alla fine, lo stesso film, con lo stesso protagonista ossia un uomo che deve "conoscere se stesso", colui che deve applicare la massima dell'oracolo di Delfi Nosci te ipsum , dopo aver attraversato l'impresa delle imprese tra fatiche immani e lotte contro l'impossibile. Odissea  (2026) di Nolan si smarca (nonostante le tre ore che non si sentono) dal cinema di James Cameron, il quale sostiene che il 3D sarebbe imprescindibile per la completa immersione cinematografica. Nolan, infatti, sdogana l'uso della CGI e dell'Intelligenza Artificiale (tanto cara al suo nemico Elon Musk) e pensa bene di girare in pellicola 70mm Imax, con comparse in carne e ossa, con set-location naturali e con scenografie arti...