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POINT OF VIEW. «Moon» e i cloni del tedio sci-fi


di ANTONIO GALASSO

Moon è un film di fantascienza, direi carino ( non essendo amante del genere non posso essere che freddo ). Ad ogni modo, ripercorrendo scenografia di Odissea 2001 di Kubrick e di The Island di Michael Bay, Duncan Jones fa trascorrere al pubblico una buona oretta di sonno fin quando improvvisamente lo sveglia, facendogli capire che c'è qualcosa da scoprire, una volta scoperto il trand del film, il buon pubblico può ritornare a dormire tranquillo tanto non accadrà più nulla! È la storia di un clone (o più cloni ) che vive sulla Luna per far sì che l'umanità possa finire di distruggere la Terra con le sue emissioni nocive (infatti proprio sulla Luna c'è il rimedio alla produzione di energia pulita), ma si distrugge l'umanità in un altro senso cioè ovvero creandola e disfacendola in laboratorio (appunto i cloni)...come dire: risolto un problema se ne crea un altro.
Il regista lancia alcuni temi molto attuali: arriveremo realmente ad una società di cloni? Arriveremo a popolare la Luna? Che fine farà il nostro pianeta?

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