Vince il Si, ma di poco rispetto al No. 54,7% sul 45,3%. All'inizio dello scrutinio sembrava che la tendenza fosse per il No; ma quando è arrivato quello del quinto seggio (il seggio degli impiegati), c'è stato un ribaltamento con una avanzata di Si. Di contro, invece, nel reparto montaggio e nella lastratura hanno dominato i No delle tute blu. Adesso Marchionne sarà sicuramente felice, ma lo sarebbe stato lo stesso con il No, perché avrebbe agito diversamente, andando ad investire da un'altra parte. Sfruttare un periodo di debolezza come questo, dove non c'è occupazione e dove non c'è nemmeno una politica del lavoro, atta a creare condizioni di occupazione, è facile, perché metti nelle condizioni intere famiglie a pensare al futuro dei loro figli; e per il bene della famiglia molta di quella gente ha ingoiato rabbia, accettando le condizioni di un amministratore delegato, che in alternativa non poteva (o non voleva) dare altre soluzioni. Allora mentre gli operai della FIOM ritirano gli striscioni, gli amministratori del capitale stappano la loro bottiglia di champagne, felici e sicuri di un'altra vittoria, che garantirà loro più produzione, poiché vi saranno più turni settimanali, taglio delle pause e straordinari obbligatori.

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