Al disatro si aggiunge il disastro. Sembra un paradosso, ma è la realtà. Questo popolo non meritava tutto questo. La natura ti crea e presto può condannarti alla sorte più brutta. Si aggiunge però una sciagura, questa volta indotta. È stata la mano dell'uomo a crearla. L'energia nucleare, oggi, è diventata il sistema di produzione con cui Stati Uniti, Francia, Germania, Iran e ne potremmo elencare altre, possono attivare le loro attività quotidiane. Si è registrato a Fukushima, l'esplosione al reattore n°2 di un impianto nucleare, anche se il serbatoio di contenimento è ancora intatto. Si pensa già ad evacuazioni. Una crisi dentro la crisi, forse una delle più brutte dopo la Seconda Guerra Mondiale, per il Giappone. Una nazione sempre prima come crescita del PIL, produzione industriale e tecnologie elettroniche. Insomma è stata distrutta l'anima di questo paese, che per un terremoto, tramutatosi poi in tsunami, ha ucciso più di cinquemila persone e il dato si prospetta arrivi a diecimila vittime. Cifre da apocalisse. Però c'è da fare un elogio a questo popolo: la compostezza che li sta rendendo tali, in questo momento disorientante e distruttivo, li mostra al mondo per il loro grande senso di civiltà.
Paul Thomas Anderson ricrea un'innovativa trasposizione dei tempi affannosi che stiamo vivendo, rileggendo ancora il romanziere Thomas Pynchon dopo Vizio di Forma . Questa volta il regista losangelino s'ispira a Vineland , romanzo ambientato in California (come questa pellicola) nell'anno della rielezione di Ronald Reagan. Anche se, diacronicamente, PTA inquadra i personaggi nel clima storico del trumpismo. È il decimo film del regista, che ha firmato capolavori come Il Petroliere, Il Filo Nascosto e Boogie Nights -L'altra Hollywood . Una Battaglia dopo l'altra (2025) lo si potrebbe annoverare tra i sopracitati, ma con circospezione, perché la pellicola potrebbe essere letta (o male interpretata) da chi non abbia gli strumenti necessari per comprendere ciò che sta accadendo in America e, di riflesso, nel resto del mondo. La storia è semplice: Bob Ferguson (Leonardo Di Caprio) è un "inconsapevole rivoluzionario" con velleità di scarso bombarolo. Facente ...
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