Passa ai contenuti principali

L'atteso film di Cronenberg su Freud e Jung


Il cinema ha raccontato le imprese degli eroi, le vite dei personaggi noti della storia; ha raccontato la storia, la fantascienza e lo fa tuttora.
È già in giro per il web il trailer del nuovo film del regista canadese David Cronenberg, A Dangerous Method, che racconta una vicenda specifica che riguardò il padre della psicoanalisi Sigmund Freud (Viggo Mortensen) e il suo braccio destro Carl Jung (Michael Fassbender) . Due nomi preponderanti nell'ambito della scienza medica e della psicoanalisi. E siccome Cronenberg nelle sue pellicole non ha mai tralasciato nulla al caso, e cioè, i suoi personaggi sono profondamente controversi e sempre in lotta con sé stessi, soprattutto con la loro psiche, questo film, che sarà presentato alla prossima Mostra del Cinema di Venezia (l'uscita del film è ancora sconosciuta), si prospetta una novità, perché ci farà vedere le debolezze di questi "padri della mente", anche nel rapporto con i loro pazienti. La storia narra dell'incontro tra Freud ed una sua paziente Sabina Spielrein (interpretata da Keira Knightley), colpita constantemente da crisi isteriche. La donna visibilmente instabile, ma sensuale ed affascinante instaurerà una relazione con il dottore Carl Jung; questo porterà a compromettere il rapporto d'amicizia tra Freud e lo stesso Jung, aprendo la strada a due diversi modi d'attuare la psicoanalisi, quella freudiana da una parte e quella junghiana dall'altra. Trasposizione di uno script teatrale intitolato “The Talking Cure” scritto nel 2002 da Christopher Hampton.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'Odissea secondo Sir Nolan

Per un artista superare se stesso è la vera Odissea . Christopher Nolan non ha bisogno di presentazioni e chi ha visto almeno uno dei suoi film Batman Begins , Inception , Dunkirk , Interstellar  oppure Oppenheimer , può notare che questi film sono, alla fine, lo stesso film, con lo stesso protagonista ossia un uomo che deve "conoscere se stesso", colui che deve applicare la massima dell'oracolo di Delfi Nosci te ipsum , dopo aver attraversato l'impresa delle imprese tra fatiche immani e lotte contro l'impossibile. Odissea  (2026) di Nolan si smarca (nonostante le tre ore che non si sentono) dal cinema di James Cameron, il quale sostiene che il 3D sarebbe imprescindibile per la completa immersione cinematografica. Nolan, infatti, sdogana l'uso della CGI e dell'Intelligenza Artificiale (tanto cara al suo nemico Elon Musk) e pensa bene di girare in pellicola 70mm Imax, con comparse in carne e ossa, con set-location naturali e con scenografie arti...

Le città di pianura

Che bella scoperta Le città di pianura ! I film di strada, nell'immaginario collettivo, hanno come sfondo la Route 66 e poi le insegne al neon dei motel o le stazioni di servizio fantasma attraversate da un rotolacampo. Ebbene sì ne Le città di pianura , invece, fa da campo il Veneto, la laguna veneziana e altre zone del treviggiano. La storia ruota attorno a due pittoreschi uomini di mezza età, che sono alla ricerca di - non si sa precisamente cosa - forse dell'ultimo drink. E scorrazzano in macchina, in piena notte, per dei paesini veneti dimenticati da Dio, ma che per i due hanno un significato intimo. Ad ogni sosta bevono così maldestramente da sboccare pure l'anima. Una notte, però, s'incrociano con Giulio, uno studente universitario di architettura e piuttosto introverso. Il ragazzo s'aggregherà al viaggio in macchina coi due. Giulio gli trasferirà nuove idee e modi di vedere il mondo e loro lo svezzeranno, facendolo diventare bevitore e uomo. Otti...

È stata la mano di Dio, la recensione

È stata la mano di Dio sembrerebbe un chiaro riferimento al mito di Diego Armando Maradona che, come tutti sappiamo, è collegato alla locuzione "la mano de dios" e, mirando la pellicola, si vede (e si sente) "il ragazzo d'oro" - esclusivamente - di sguincio.  In un episodio di The Young Pope , Lenny Belardo/Papa Pio XIII (Jude Law) dice: "l'assenza è presenza, sono le fondamenta del mistero". Gli anni '80 furono un periodo di grande mistero, soprattutto, gli anni che precedettero l'arrivo del fenomeno argentino presso la Società Sportiva Calcio Napoli. Il film si apre con un suggestivo skyline del golfo di Napoli e in sottofondo ci sono delle discontinuità sonore. L'ultimo lavoro del regista napoletano è pieno di simboli e fonosimboli: "O' Munaciello" figura esoterica del folclore partenopeo; il mare; il traffico; lo scherzo; la mozzarella; i fischi e il puf puf degli offshore. Il protagonista è Fabietto (Filippo Scotti)...