La disuguaglianza ha un principio nel corso della sua manifestazione. Credo che sia, principalmente, una questione del tutto economica. La crisi economica incide profondamente sulle famiglie. C'è un ribasso della richezza reale delle famiglie, portando, appunto, alle disuguaglianze, alle cosiddette "differenze reddituali". Già la Banca d'Italia tempo fa, fece un'indagine sui nuclei familiari italiani e si poté notare che la riduzione della richezza nucleare familiare era direttamente proporzionale alla riduzione del trend negativo delle borse. Dopo il Lunedì e il Venerdì nero che ha visto chiudere Piazza Affari con un Ftsb Mib in calo del 3,96 %, sta a significare una certa perdita di fiducia nei confronti dell'euro. Un paese, l'Italia, che da più di dieci anni si vede con il debito pubblico più alto dei paesi europei e che nulla fa e ha fatto per cercare di ridurlo. Ecco, non bisogna accusare il governo in carica, anche perché la situazione era poco ottimista anche con gli altri governi precedenti, ma ci dev'essere un atto di coraggio per lanciare una riforma economica. Grandi Stati hanno subito crisi economiche immani e si sono rialzati con la strategia economica, con l'introduzione di un piano per il lavoro, che possa generare produzione e con una buona politica degli investimenti. Non dico vedere Keynes come baluardo della buona economia, ma almeno pensare alla gente, quindi a quelle persone che hanno famiglia e figli a carico disoccupati e restituire loro dignità con una occupazione fluida e indeterminata; ma questo poco conta se non vi è un accordo tra imprese nazionali, locali ed istituzioni, ma soprattutto, con i sindacati, che sembrano siano diventitati i veri fantasmi di questa Repubblica.
Paul Thomas Anderson ricrea un'innovativa trasposizione dei tempi affannosi che stiamo vivendo, rileggendo ancora il romanziere Thomas Pynchon dopo Vizio di Forma . Questa volta il regista losangelino s'ispira a Vineland , romanzo ambientato in California (come questa pellicola) nell'anno della rielezione di Ronald Reagan. Anche se, diacronicamente, PTA inquadra i personaggi nel clima storico del trumpismo. È il decimo film del regista, che ha firmato capolavori come Il Petroliere, Il Filo Nascosto e Boogie Nights -L'altra Hollywood . Una Battaglia dopo l'altra (2025) lo si potrebbe annoverare tra i sopracitati, ma con circospezione, perché la pellicola potrebbe essere letta (o male interpretata) da chi non abbia gli strumenti necessari per comprendere ciò che sta accadendo in America e, di riflesso, nel resto del mondo. La storia è semplice: Bob Ferguson (Leonardo Di Caprio) è un "inconsapevole rivoluzionario" con velleità di scarso bombarolo. Facente ...
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