Ted è una carrellata di schetch comici e mai demenziali che ci spiegano come crescere e diventare grandi. Sì perché Ted rappresenta l'infanzia, l'approccio con la nostra parte più infantile, il bambino che c'è in noi, insomma, l'orsacchiotto di peluche che tiene compagnia al pargolo paffutello per capirci. Solo che quel geniaccio di Seth McFarlane (doppiatore di Peter Griffin) creatore dell'oramai serie nota in tutto il mondo, I Griffin, ha pensato bene di trasformarti questo orsacchiottone in un Peter Griffin. Tutto comincia nei lontani anni 80 quando un bambino di Boston dalla sua stanza abbracciato al suo tenero orsacchiotto Ted, esprime un desiderio, che è quello che Ted diventasse suo amico, ma che soprattutto parlasse. Et voilà, dalla mattina seguente questo orsacchiotto di peluche comincia a disquisire su tutto. La cosa bella del regista è che riesce a far crescere Ted col personaggio interpretato da Mark Wahlberg, che oltre a saper fare i ruoli d'azione (The Departed, Contraband e Four Brothers) ti sa pure fare le commedie tipo Notte da Leoni. Questa commedia, in effetti, non è che si discosti tanto da quella di Tod Phillips, anzi è forse più scorretta, maleducata, antisemita, sessista e razzista di quanto possano essere le commedie di Phillips. È anche un omaggio al cinema degli anni '80, in particolar modo, al film meno riuscito della storia degli anni '80, Flash Gordon. Infatti, Mcfarlane ha fatto recitare proprio Sam Jones (Flash Gordon), che per Ted e John Bennet è un idolo, in quanto sono cresciuti cazzeggiando sul divano con le battute di quell'orribile pellicola sci-fi trash. Che Ted ne combini di tutti i colori è risaputo. Politicamente scorretto, un lebowskiano che vive la vita alla giornata e che organizza party assurdi. È un film che fa riflettere su una generazione di trentenni che fanno fatica a diventare adulti e non è un film banale, nonostante sia una favola dallo spirito cartoonesco.
Per un artista superare se stesso è la vera Odissea . Christopher Nolan non ha bisogno di presentazioni e chi ha visto almeno uno dei suoi film Batman Begins , Inception , Dunkirk , Interstellar oppure Oppenheimer , può notare che questi film sono, alla fine, lo stesso film, con lo stesso protagonista ossia un uomo che deve "conoscere se stesso", colui che deve applicare la massima dell'oracolo di Delfi Nosci te ipsum , dopo aver attraversato l'impresa delle imprese tra fatiche immani e lotte contro l'impossibile. Odissea (2026) di Nolan si smarca (nonostante le tre ore che non si sentono) dal cinema di James Cameron, il quale sostiene che il 3D sarebbe imprescindibile per la completa immersione cinematografica. Nolan, infatti, sdogana l'uso della CGI e dell'Intelligenza Artificiale (tanto cara al suo nemico Elon Musk) e pensa bene di girare in pellicola 70mm Imax, con comparse in carne e ossa, con set-location naturali e con scenografie arti...

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