Forse è il
Cruise ─
show?
Chiamatelo come volete, perché Jack Reacher è un film che inchioda
alla sedia, nonostante alcune sottese sbavature di eroismo all’americana e
colluttazioni corpo a corpo, con armi bianche, tipiche delle pellicole anni
’90, il film convince, piazzandosi tra il prodotto commerciale e quello di
genere. Tom Cruise ha più di cinquant’anni, ma ha la stessa energia del pivello
di Risky Businness; certo la stazza
ormai è da palestrato tutto pesi e steroidi, però nei ruoli d’azione ci sa fare.
Tratto da “One Shot” bestseller di Lee Child: tutto ha inizio con una strage di
civili, da parte di un cecchino; e sarà questo a far aprire una serie
d’interrogativi, quando proprio lo stesso cecchino chiamerà in causa Jack
Reacher. Difficile pensare che il film sia un thriller classico, ha tante
sfaccettature tipiche del fumetto: inseguimenti in Camaro, tra una sgommata e un testa coda; con quel meccanicismo che
ricorda un po’ Mann e tanto Donner. Un film che attira un pubblico generico,
commerciale e che tra un paio di mesi probabilmente scorderemo, però il film di
McQuarrie (sceneggiatore premio oscar per I
soliti Sospetti) funziona, specie quando inquadra le espressioni del regista
tedesco (nel film, con un occhio di vetro) Werner Herzog, nella parte
“impagabile” di una mente criminale, sempre statica ma dallo sguardo di
ghiaccio. Azione, con un pizzico d’intelligenza, ma anche con qualche exagération in salsa repubblicana.
Paul Thomas Anderson ricrea un'innovativa trasposizione dei tempi affannosi che stiamo vivendo, rileggendo ancora il romanziere Thomas Pynchon dopo Vizio di Forma . Questa volta il regista losangelino s'ispira a Vineland , romanzo ambientato in California (come questa pellicola) nell'anno della rielezione di Ronald Reagan. Anche se, diacronicamente, PTA inquadra i personaggi nel clima storico del trumpismo. È il decimo film del regista, che ha firmato capolavori come Il Petroliere, Il Filo Nascosto e Boogie Nights -L'altra Hollywood . Una Battaglia dopo l'altra (2025) lo si potrebbe annoverare tra i sopracitati, ma con circospezione, perché la pellicola potrebbe essere letta (o male interpretata) da chi non abbia gli strumenti necessari per comprendere ciò che sta accadendo in America e, di riflesso, nel resto del mondo. La storia è semplice: Bob Ferguson (Leonardo Di Caprio) è un "inconsapevole rivoluzionario" con velleità di scarso bombarolo. Facente ...

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