Forse è il
Cruise ─
show?
Chiamatelo come volete, perché Jack Reacher è un film che inchioda
alla sedia, nonostante alcune sottese sbavature di eroismo all’americana e
colluttazioni corpo a corpo, con armi bianche, tipiche delle pellicole anni
’90, il film convince, piazzandosi tra il prodotto commerciale e quello di
genere. Tom Cruise ha più di cinquant’anni, ma ha la stessa energia del pivello
di Risky Businness; certo la stazza
ormai è da palestrato tutto pesi e steroidi, però nei ruoli d’azione ci sa fare.
Tratto da “One Shot” bestseller di Lee Child: tutto ha inizio con una strage di
civili, da parte di un cecchino; e sarà questo a far aprire una serie
d’interrogativi, quando proprio lo stesso cecchino chiamerà in causa Jack
Reacher. Difficile pensare che il film sia un thriller classico, ha tante
sfaccettature tipiche del fumetto: inseguimenti in Camaro, tra una sgommata e un testa coda; con quel meccanicismo che
ricorda un po’ Mann e tanto Donner. Un film che attira un pubblico generico,
commerciale e che tra un paio di mesi probabilmente scorderemo, però il film di
McQuarrie (sceneggiatore premio oscar per I
soliti Sospetti) funziona, specie quando inquadra le espressioni del regista
tedesco (nel film, con un occhio di vetro) Werner Herzog, nella parte
“impagabile” di una mente criminale, sempre statica ma dallo sguardo di
ghiaccio. Azione, con un pizzico d’intelligenza, ma anche con qualche exagération in salsa repubblicana.
Per un artista superare se stesso è la vera Odissea . Christopher Nolan non ha bisogno di presentazioni e chi ha visto almeno uno dei suoi film Batman Begins , Inception , Dunkirk , Interstellar oppure Oppenheimer , può notare che questi film sono, alla fine, lo stesso film, con lo stesso protagonista ossia un uomo che deve "conoscere se stesso", colui che deve applicare la massima dell'oracolo di Delfi Nosci te ipsum , dopo aver attraversato l'impresa delle imprese tra fatiche immani e lotte contro l'impossibile. Odissea (2026) di Nolan si smarca (nonostante le tre ore che non si sentono) dal cinema di James Cameron, il quale sostiene che il 3D sarebbe imprescindibile per la completa immersione cinematografica. Nolan, infatti, sdogana l'uso della CGI e dell'Intelligenza Artificiale (tanto cara al suo nemico Elon Musk) e pensa bene di girare in pellicola 70mm Imax, con comparse in carne e ossa, con set-location naturali e con scenografie arti...

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