Quando
compriamo un medicinale la prima cosa che facciamo, prima di assumerlo, è
leggere il foglietto accluso alla confezione del farmaco, per capirne gli
effetti collaterali. Gli effetti collaterali, però, ci sono anche nella vita di
tutti giorni; le abitudini, le fissazioni talune volte possono degenerare,
dando luogo così a situazioni spiacevoli. Soderbergh gira in una Manhattan dai
colori smorti, con una fotografia che ha come soggetto elettroluminescenze
metropolitane e che si sposa bene con la suspense hitchcockiana della
sceneggiatura. La storia racconta proprio della malattia che affligge la gran
parte delle popolazioni del XXI secolo, cioè la depressione; Martin (Channing
Tatum) ed Emily (Rooney Mara) sono una coppia di successo. Sin quando uno
psichiatra affermato (Jude Law) prescriverà proprio ad Emily, un medicinale (un
calmante?) appena sponsorizzato che le darà effetti imprevisti. Dirla così è
riduttivo perché nel meccanismo narrativo c’è un intreccio piacevole il quale
rende raffinata e godibilissima la visione della pellicola. Il film è ricco di
colpi di scena; arrivano come picchi che si sovrappongono al ritmo lento. Non
si può svelare, quindi, nessun dettaglio della storia perché ogni particolare
serve a ricostruire la verità sul finale, proprio come i tasselli di un puzzle
sparsi per gli angoli di una stanza. Un mix di noir, thriller e spy story che
non preclude nessun’aspettativa per gli amanti del genere.
Paul Thomas Anderson ricrea un'innovativa trasposizione dei tempi affannosi che stiamo vivendo, rileggendo ancora il romanziere Thomas Pynchon dopo Vizio di Forma . Questa volta il regista losangelino s'ispira a Vineland , romanzo ambientato in California (come questa pellicola) nell'anno della rielezione di Ronald Reagan. Anche se, diacronicamente, PTA inquadra i personaggi nel clima storico del trumpismo. È il decimo film del regista, che ha firmato capolavori come Il Petroliere, Il Filo Nascosto e Boogie Nights -L'altra Hollywood . Una Battaglia dopo l'altra (2025) lo si potrebbe annoverare tra i sopracitati, ma con circospezione, perché la pellicola potrebbe essere letta (o male interpretata) da chi non abbia gli strumenti necessari per comprendere ciò che sta accadendo in America e, di riflesso, nel resto del mondo. La storia è semplice: Bob Ferguson (Leonardo Di Caprio) è un "inconsapevole rivoluzionario" con velleità di scarso bombarolo. Facente ...

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