Passa ai contenuti principali

All'appello, sinistra: assente


Non c'è mai stata in questo paese una sinistra. Rivedendo Aprile di Nanni Moretti, ci accorgiamo che l'Italia del '94, è tale e quale a quella attuale. Il regista, nel ruolo di se stesso, vorrebbe girare un documentario sulle sfumature politiche di un paese totalmente confuso; proprio perché confuso, è impossibile dar vita ad un documentario, quindi riflettendoci gli passa pure la voglia di girare. Non si trovano nemmeno le risposte alle innumerevoli domande che il paese pone. Le manie secessioniste della Lega Nord, il lassismo di una sinistra rimasta incapace di liberarsi dallo stalinismo e dal settarismo (ancor adesso vigenti anche se non dichiarati). La destra individualista che fa capo a Berlusconi, unico mèntore e santone di un marketing politico, che inventerà negli anni a venire la "persecuzione da parte della magistratura". Sì in effetti verrebbe davvero bene... non un documentario, ma un film alla Lynch. La sinistra ha avuto una deriva indecente, poiché ferma  ed interdetta a decidere per il suo futuro. Oggi, ci sono addirittura dei movimenti, delle correnti, degli orizzonti di senso, nati all'interno del pd per avvicinare il sentimento di sinistra che ormai non esiste più, pensate un po'. Eppure sono passati quasi vent'anni, ma nonostante le crisi di partito, le modifiche delle nomenclature - non quelle con la "k" - e gli sporadici abbandoni  dalla scena politica da parte di veltroniani, bertinottiani e prodiani, niente è cambiato. L'antidoto al fallimento potrebbe essere un'apertura al pensiero rinnovato, allontanando tutti quei politici fàtui, i quali sono promotori di una politica rissosa e divistica che è il contrario della solidarietà. Non credo esistano gli psicoterapeuti per i partiti, ma per i loro dirigenti sì.

Commenti

Post popolari in questo blog

Mission: Impossible - The Final Reckoning. La recensione

La resa dei conti finale. Sono passati quasi trent'anni e questo formato thriller - spionaggio - azione resta sempre fresco e attuale. MISSION: IMPOSSIBLE - THE FINAL RECKONING (2025) è l'ottavo film che completa e conclude (almeno per il momento) la saga. Nata come serie TV, a cavallo tra gli anni sessanta e settanta; nella trasposizione cinematografica ha sempre mantenuto questo temperamento démodé con sprazzi di humour britannico. Sembra ieri quando, nel lontano 1996, Tom Cruise alias Ethan Hunt si cala con un cavo metallico in una camera blindata della CIA, deviando i raggi infrarossi, per prelevare una lista di agenti sotto copertura dal PC del Langley. Stiamo parlando di MISSION: IMPOSSIBLE (1996) regia di Brian De Palma. E cosa c'entra il primo capitolo con quest'ultimo? In  MISSION: IMPOSSIBLE - THE FINAL RECKONING (2025), il regista Christopher Mcquarrie usa il primo capitolo come aggancio narrativo e stilistico, ritornando ad un genere d'azione vecchio sta...

Una battaglia dopo l'altra: quando la democrazia vacilla, gli idioti escono a galla

Paul Thomas Anderson ricrea un'innovativa trasposizione dei tempi affannosi che stiamo vivendo, rileggendo ancora il romanziere Thomas Pynchon dopo Vizio di Forma . Questa volta il regista losangelino s'ispira a  Vineland , romanzo ambientato in California (come questa pellicola) nell'anno della rielezione di Ronald Reagan. Anche se, diacronicamente, PTA inquadra i personaggi nel clima storico del trumpismo. È il decimo film del regista, che ha firmato capolavori come Il Petroliere, Il Filo Nascosto e Boogie Nights -L'altra Hollywood . Una Battaglia dopo l'altra (2025)  lo si potrebbe annoverare tra i sopracitati, ma con circospezione, perché la pellicola potrebbe essere letta (o male interpretata) da chi non abbia gli strumenti necessari per comprendere ciò che sta accadendo in America e, di riflesso, nel resto del mondo. La storia è semplice: Bob Ferguson (Leonardo Di Caprio)  è un "inconsapevole rivoluzionario" con velleità di scarso bombarolo. Facente ...

Le città di pianura

Che bella scoperta Le città di pianura ! I film di strada, nell'immaginario collettivo, hanno come sfondo la Route 66 e poi le insegne al neon dei motel o le stazioni di servizio fantasma attraversate da un rotolacampo. Ebbene sì ne Le città di pianura, invece, fa da campo il Veneto, la laguna veneziana e altre zone del treviggiano. La storia ruota attorno a due pittoreschi uomini di mezza età, che sono alla ricerca di - non si sa precisamente cosa - forse dell'ultimo drink. E scorrazzano in macchina, in piena notte, per dei paesini veneti dimenticati da Dio, ma che per i due hanno un significato intimo. Ad ogni sosta bevono così maldestramente da sboccare pure l'anima. Una notte, però, s'incrociano con Giulio, uno studente universitario di architettura e piuttosto introverso. Il ragazzo s'aggregherà al viaggio in macchina coi due. Giulio gli trasferirà nuove idee e modi di vedere il mondo e loro lo svezzeranno, facendolo diventare bevitore e uomo. Ottim...