È senz'altro un film leggero e rilassante Gigolò
per caso ("Fading Gigolo"), scritto e diretto dall'attore John
Turturro. La novità è Woody Allen che ritorna a fare l'attore dopo parecchi
anni dietro la macchina da presa. Tutto comincia con la proposta indecente di una
dottoressa, la signora Parker (Sharon Stone), la quale vive un momento di
ristrettezza sessuale col marito. Il discolo e chiacchierone Murray (Allen), che qui mette in scena un personaggio odioso, convince la nobildonna ad
avvalersi di un Gigolò. Murray così pensa subito a un suo collaboratore di
lavoro, Fioravante (Turturro), un fioraio dei borghi di New York, un po' timido
ma bravo a fare lavori "manuali". Il cinico e tragicomico Murray, che
incarna tutti i lati negativi dei personaggi di Allen, lo convince a fare il
gigolò. Lui accetta, in cambio di un guadagno allettante. Fioravante non è
bello, non ha un fisico scolpito, è alto e con i capelli ricci crespi.
Tutto sembra andare bene; la dottoressa Parker addirittura gli propone di fare
un ménage à trois con una sua amica, non una qualunque ma Sofia Vergara che
interpreta una donna dal marcato accento sudamericano. Proprio quando il gigolò
deve dare il meglio di sé, ecco che arrivano le conseguenze dell'amore. Una
vedova, ebrea molto religiosa, che non ha ancora superato il lutto, vuole,
sempre tramite Murray, incontrare Fioravante, il quale però inizia a provare
del tenero per lei. Una commedia con inquadrature che ricordano certi film di
Claude Chabrol e momenti di sarcasmo alleniano, che spingono lo spettatore a
gustarsi lentamente una storia spassosa, spiegando l’importanza delle piccole
cose. La fotografia elegante e intensa di Marco Pontecorvo s'intona con le
musiche jazz di Gene Ammons, mettendo in atto un cocktail di romanticismo e
solitudine moderna.
Per un artista superare se stesso è la vera Odissea . Christopher Nolan non ha bisogno di presentazioni e chi ha visto almeno uno dei suoi film Batman Begins , Inception , Dunkirk , Interstellar oppure Oppenheimer , può notare che questi film sono, alla fine, lo stesso film, con lo stesso protagonista ossia un uomo che deve "conoscere se stesso", colui che deve applicare la massima dell'oracolo di Delfi Nosci te ipsum , dopo aver attraversato l'impresa delle imprese tra fatiche immani e lotte contro l'impossibile. Odissea (2026) di Nolan si smarca (nonostante le tre ore che non si sentono) dal cinema di James Cameron, il quale sostiene che il 3D sarebbe imprescindibile per la completa immersione cinematografica. Nolan, infatti, sdogana l'uso della CGI e dell'Intelligenza Artificiale (tanto cara al suo nemico Elon Musk) e pensa bene di girare in pellicola 70mm Imax, con comparse in carne e ossa, con set-location naturali e con scenografie arti...

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