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Gigolò per caso

È senz'altro un film leggero e rilassante Gigolò per caso ("Fading Gigolo"), scritto e diretto dall'attore John Turturro. La novità è Woody Allen che ritorna a fare l'attore dopo parecchi anni dietro la macchina da presa. Tutto comincia con la proposta indecente di una dottoressa, la signora Parker (Sharon Stone), la quale vive un momento di ristrettezza sessuale col marito. Il discolo e chiacchierone Murray (Allen), che qui mette in scena un personaggio odioso, convince la nobildonna ad avvalersi di un Gigolò. Murray così pensa subito a un suo collaboratore di lavoro, Fioravante (Turturro), un fioraio dei borghi di New York, un po' timido ma bravo a fare lavori "manuali". Il cinico e tragicomico Murray, che incarna tutti i lati negativi dei personaggi di Allen, lo convince a fare il gigolò. Lui accetta, in cambio di un guadagno allettante. Fioravante non è bello, non ha un fisico scolpito, è alto e con i capelli ricci crespi. Tutto sembra andare bene; la dottoressa Parker addirittura gli propone di fare un ménage à trois con una sua amica, non una qualunque ma Sofia Vergara che interpreta una donna dal marcato accento sudamericano. Proprio quando il gigolò deve dare il meglio di sé, ecco che arrivano le conseguenze dell'amore. Una vedova, ebrea molto religiosa, che non ha ancora superato il lutto, vuole, sempre tramite Murray, incontrare Fioravante, il quale però inizia a provare del tenero per lei. Una commedia con inquadrature che ricordano certi film di Claude Chabrol e momenti di sarcasmo alleniano, che spingono lo spettatore a gustarsi lentamente una storia spassosa, spiegando l’importanza delle piccole cose. La fotografia elegante e intensa di Marco Pontecorvo s'intona con le musiche jazz di Gene Ammons, mettendo in atto un cocktail di romanticismo e solitudine moderna.

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