Passa ai contenuti principali

Un caffè per La Penna Rossa blog

Era il 2008 quando nacque questo piccolo spazio di diffusione d’idee. Scrivere non è un atto che crea profitti o riempie i portafogli. È prima di tutto una vocazione, meglio: una missione. Si fa per comunicare; si scrive perché si ha il bisogno impellente di dire qualcosa. Anche attraverso il medium cinema: una passione, il cardine di questo blog.
E non siamo così egoisti da volerlo condividere con noi stessi, ma vorremmo farlo con voi, con chi legge questo spazio. Chi scrive cura anche questo blog assieme ad altri collaboratori. Non è il nostro lavoro, nella vita facciamo altro, ma non vogliamo che si perda per strada una piacevole creatura come La Penna Rossa.
È un cammino lungo e tortuoso e come ogni cosa fatta bene ha bisogno di un sostegno. Se fosse per noi, scriveremmo tutti i giorni di cinema ma questo è impossibile. Vedere film di qualità, al cinema, richiede dei costi, che volentieri sosteniamo senza alcun ritorno, ma consci anzi di finanziare un’arte che ci piace. Continueremo a guardare film di qualità e cercheremo di scriverne. 
Abbiamo intenzione di ampliare il nostro/vostro spazio; essere più attraenti e aumentare lo standard di qualità.

Se apprezzate le recensioni che pubblichiamo e come le scriviamo, se vi piace questo spazio, anche solo visitarlo dandogli un’occhiata per un nanosecondo; se volete vederci sempre sull’attenti di un film in uscita, di un blockbuster o di un cult, donateci il costo di un caffè, aiutateci con una piccola donazione. 
Un piccolo aiuto può avere un grande valore.



Commenti

Post popolari in questo blog

Il Mezzogiorno in "crisi apparente"

Se nel periodo invernale si giocava sul problema della crisi e delle persone che non riuscivano ad arrivare a fine mese, adesso, durante l'estate ci si dimentica che in fin dei conti non stiamo poi così male. L'estate è il momento in cui tutti si concedono la vacanza e l'Italia di mete ambite ne ha non poche: la Sardegna, la Calabria, l'Emilia-Romagna e la Puglia. Ed è proprio quest'ultima che sta spopolando soprattutto nelle zone del basso Salento: Otranto, Santa Maria di Leuca e Gallipoli. I flussi turistici sono variegati, molti napoletani, romani, toscani, ma anche Veneti e Lombardi. Una meta calda, poi specialmente, in questo mese dove si son sfiorati anche i 40° gradi all'ombra, e dove si vive l'estate intensamente. La movida notturna non manca con le discoteche all'aperto più note del salento: Guendalina, Quartiere Latino, Rio Bo, Casablanca, ecc... I servizi di ristorazione sono buoni, anche i prezzi, insomma, divertirsi a costi bassi. L'

La Furia di un Uomo, la recensione

Jason Statham ha già collaborato con il regista Guy Ritchie, era nel cast di Lock, Stock and Two Smoking Barrels (1998), film rivelazione per entrambi. Ne La Furia di un Uomo (2021), su Prime Video dal 27 dicembre 2021, Ritchie dirige di nuovo Statham che veste i panni di "H", un ibrido tra un John McClane e un Bryan Mils di Io vi Troverò e che dispensa battute ermetiche e ossa rotte in quantità uguali. Detta così pare si tratti di un b-movie qualsiasi, ma, fortunatamente, non lo è. Guy Ritchie è un regista abile nel ricomporre sceneggiature lineari attraverso il montaggio disorganico e le riprese poliedriche. Alcuni suoi lavori sono azzeccati (gli Sherlock Holmes , The Gentlemen , Snatch ), altri un po' meno ( King Arthur , Aladdin e il remake/floppone Swept-Away ). Con La Furia di un Uomo Guy Ritchie, invece, si è mantenuto in bilico, raggiungendo un equilibrio tra action tradizionale e heist movie . La Furia di un Uomo, da quello che si legge in giro, è un remake

Oppenheimer: quando distruzione e resurrezione coincidono

È superfluo usare l’appellativo “bello” per definire il nuovo film di Cristopher Nolan, sarebbe più appropriato “sorprendente”. J. Robert Oppenheimer, conosciuto ai più come “il padre della bomba atomica”, racchiuse in sé un gigantesco scrupolo di coscienza, che qui è raccontato in tre ore tormentate. Benché Oppenheimer (2023) ripercorra la vita turbolenta del fisico americano, che ha contribuito prima allo studio astratto e dopo alla ricerca e sviluppo empirico della bomba atomica, resta, comunque, un dramma sulla coscienza di un genio che concepisce la sua creatura e che la porta alla conoscenza collettiva, divenendo “errore cosmico”: condannando uomini, donne e bambini a quelle sventure che furono Nagasaki e Hiroshima. La sceneggiatura è basata su “American Prometheus”, libro biografico scritto da Kai Bird e Martin J. Sherwin nel 2005. Oppenheimer divenne chief del “Progetto Manhattan” dal ‘42 al ‘46; egli si fece costruire un laboratorio nel deserto di Los Alamos, nel Nuovo Messic