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Maigret e l'arte dell'indagine

Sono stati innumerevoli gli adattamenti cinematografici tratti dai noir di Georges Simenon sul commissario Maigret. Maigret (2022) : Patrice Leconte, regista e fumettista, riadatta per il grande schermo il libro di Simenon  Maigret e la giovane morta . La scelta di Leconte di far interpretare il commissario con la pipa (anche se qui il medico gliel'ha vietata per motivi di salute) a Gerard Depardieu è esatta, perché ritrae l'ultimo e fiaccato (soprattutto nel fisico) commissario Maigret. Maigret indaga sulla morte di una ventenne, Louise Louvière (Clara Antoons), a Parigi, che agli albori dell'indagine risulta difficile identificarla e ricordarla anche per chi la conoscesse. Ecco che la bravura nell'artifizio di Simenon sta, appunto, nell'inserire una nemesi a vantaggio del commissario, il quale utilizzerà una nuova conoscenza di nome Betty (Jade Labeste), la quale è simile nel viso e nel portamento alla giovane morta. Da qui partiranno una serie d'i...

Elzevirista dicit: Diabolik, esperimento cinefilo con qualche fuori contorno

Il fumetto è la più alta forma di divagamento e Diabolik è un fumetto di straordinaria modernità. Diabolik fu concepito dalle sorelle Giussani negli anni ‘60, scritto e disegnato in quegli anni ma con una modernità che oggi non si vede in alcun concept. L’originalità di Diabolik sta proprio nel protagonista, appunto Diabolik, che è un ladro e un assassino, braccato dalla polizia di Clerville (cittadina fittizia) capitanata dall’ispettore Ginko. Quando uscì per la prima volta nel 1962, il fumetto di Diabolik fu un’epifania al contrario, perché era (ed è) un personaggio negativo, che si faceva nemesi nel politicamente corretto di quell’epoca. Paradossalmente, Diabolik segue “una sua morale”; si traveste, da capo a piedi, con una tuta aderentissima e nera come il carbone; ha un rifugio sotterraneo come Batman e un’automobile distintiva, una Jaguar E-type, anch’essa di colore nero. E, come tutti i criminali, ha un complice, anzi una complice biondissima, tanto affascinante quanto perfida: ...

Top Gun: Maverick, la recensione

Top Gun: Maverick preme, nello spettatore, l'interruttore della nostalgia, almeno per gli over 40 odierni, che nel 1986 videro il Top Gun di Tony Scott; ecco, per loro ci sarà qualche lacrimuccia, ma per i loro figli sarà intrattenimento standard. Il regista, in questa tornata, è Joseph Kosinski ( Tron: Legacy, Oblivion ) e pare sia specializzato nel dar vita a remake e sequel, che facciano onore agli originali. Tron: Legacy, ad esempio, è straordinario, ci sono trovate stilistiche innovative e vederlo ancora oggi è sempre attuale, stiamo parlando di un film di dodici anni fa. Tornando a Top Gun: Maverick, potremmo definirlo perfino migliore dell'originale (magari nella forma, senza sbilanciarsi); anche qui, non manca la retorica patinata da un patriottismo sfacciato, ma quanto a tecnica visiva, si vede una notevole evoluzione. Kosinski ha cercato di mantenere quei totem stilistici, delegando la fotografia a Claudio Miranda, che ha fatto ampio uso della silhouette per immorta...

Bridgerton, la seconda stagione: tra venti di passione e conflitti

Bridgerton - serie televisiva || Con il trionfo della prima stagione, Bridgerton si piazza ancora tra le produzioni più stravaganti di Netflix. Gli scettici storcono il naso, perché, d'acchito, la riterrebbero una serie di genere rosa; la vedano e si ricrederanno. In questa seconda parte ispirata al romanzo Il Visconte che mi amava libro di Julia Quinn, si percepiscono le solite sfumature dei coloratissimi abiti e degli arredamenti floreali, tipici dell'Età della Reggenza, ma con toni più cupi e introspettivi, ch'erano pressoché assenti nella prima. La coppia della stagione numero due è formata da Anthony Bridgerton (Jonathan Bailey) e Kate Sharma (Simone Ashley). Sono belli, tormentati e il loro corteggiamento è un tira e molla , che si alimenta con le resistenze della società. Sì, perché lo sceneggiatore Chris Van Dusen e la produttrice Shonda Rhimes mettono in luce le contraddizioni del matrimonio, come istituzione fallace sul nascere se non vi siano, alla base, i pre...

Licorice Pizza: un ceffone di leggerezza

Dovrebbero esserci più film come Licorice Pizza .  È il nono del regista Paul Thomas Anderson e lo potremmo definire una sorta di centone filmico. Ricorda quelle pellicole di Robert Altman e Cameron Crowe, nelle quali trovavi il romantico e il patetico ben mescolati con inusuali (o casuali) accadimenti, che per lo spettatore neofita si tradurrebbero in “assenza di trama”.    Domanda marzulliana: e se l’assenza di trama fosse essa stessa la trama? Licorice Pizza è atipico e, certamente, non eguaglia Il Petroliere o Il filo nascosto , ma bisogna dare atto a PTA che, di questi tempi grami, Licorice Pizza è un film necessario. “La realtà è scadente” diceva Fabietto in È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, infatti, negli ultimi anni, Hollywood ha sfornato storie tra il drammatico e il nichilistico; pensiamo al malsano Joker ritratto da Todd Phillips. Ecco perché serve una “pizza”, un ceffone di leggerezza! Due amanti giocano a rincorrersi. Gary (Cooper Hoffman) e Ala...

The Batman, la recensione

The Batman è il titolo del film; così, semplice e pulito. Il regista è Matt Reeves (Cloverfield e Il Pianeta delle Scimmie) e, in questo "riavvio" sull'uomo pipistrello, cerca di conservare i personaggi storici della saga, ma lo fa con un'estetica noir. Più di qualcuno ha chiosato che fosse come i Batman di Nolan, ma, pur sforzandosi, non si riescono a trovare riferimenti espliciti. The Batman si focalizza più sull'aspetto umano che su quello superomistico. Chi non ha visto altri film su Batman lo percepirà come un film qualsiasi sull'uomo pipistrello. Fortunatamente non lo è. The Batman, invece, è un poliziesco con gli elementi classici del fumetto. E come ogni poliziesco si occupa di misteri, identità celate e verità nascoste. Sotto la maschera c'è l'attore Robert Pattinson, che ha una buona mascella, ma un fisico un po' consunto rispetto ai suoi predecessori e fa un Batman tormentato. Pattinson incarnerebbe l'antieroe quotidiano della gener...

The Tender Bar - Il bar delle grandi speranze: tra un bicchiere e l'altro e un po' di cultura

The Tender Bar - Il bar delle grandi speranze (2021) è stato concepito per Amazon Prime Video. Alla regia c'è George Clooney, il quale ha, già, dimostrato buone doti dietro la macchina da presa, dai tempi di Good Night and Good Luck (2005) e de Le Idi di Marzo (2011). Il regista, in questo nuovo lavoro, riadatta il libro di memorie dello scrittore americano J. R. Moehringer, intitolato, appunto, "The Tender Bar". Considerata la location è deducibile che la pellicola riservi un trattamento speciale all'alcol; in verità, c'è una base narrativa di racconto di formazione abbastanza lineare quanto dimenticabile, in cui l'alcol fa da connettore. Non ho letto il libro, ma dal film si capisce che Moehringer ha avuto un periodo della sua vita con un buon tasso alcolemico. J. R. è interpretato da Tye Sheridan, che beve tranquillo durante i giorni in un bar di Long Island, in cui il barista è suo zio Charlie (Ben Affleck). Tutti vorremmo (fortuna chi l'ha avuto!) ave...