21 gennaio 2012

The Help: commedia agrodolce e antirazzista

                                                                                                     È arrivato in Italia questa settimana ed è in proiezione nelle nostre sale: The Help.
Il titolo tradotto sarebbe, "l'aiuto", ma la traduzione più appropriata è, "l'aiutante", "la serva". Un progetto ambizioso che si avvale di un cast nuovo e poco commerciale. Distribuito da Disney film Dreamworks, il film racconta di una brillante aspirante scrittrice, appena laureata, Skeeter è il suo nome (Emma Watson), che decide di lavorare in una testata giornalistica per cominciare a farsi le ossa, intraprendendo così la difficile strada della scrittura su commissione. Il film è ambientato a Jackson, nel Mississippi, nella prima metà degli anni sessanta, a cavallo tra l'America kennediana e quella post kennediana. Diretto da Tate Taylor regista, attore e produttore cinematografico e retto da due interpretazioni più che eccellenti: quella di Viola Davis e Octavia Spencer. Sono queste due afroamericane, le "Help", le cosiddette aiutanti e/o serve. Gran donne, che per le famiglie ricche e perbeniste del Sud erano solo automi per le faccende di casa, invece, queste donne facevano da balie ai loro bambini, crescevano i loro bambini, li lavavano e li facevano mangiare, visto che le loro mammine naturali erano troppo preoccupate a giocare a bridge e ad andare al parrucchiere.
Una pellicola diversa dalle altre, perché ci fa vedere come il perbenismo forzato delle famiglie del Sud, coincidesse con il razzismo, e quanto questo fenomeno si rivelasse attraverso: l'umiliazione. Ad esempio c'è la scena del bagno, nel quale la padrona di casa scopre che la domestica (Octavia Spencer) usa il loro bagno e per questo la caccia via. Le leggi dello stato del Mississippi parlavano chiaro ed erano esenti da fondamenti d'integrazione: i neri da una parte e i bianchi dall'altra, l'apartheid, la separazione. Ed il regista è bravo a farcelo vedere attraverso gli occhi ed il racconto delle due domestiche. Il momento cruciale della storia arriva quando Skeeter decide di farsi raccontare tutto dalle due donne, che lavoravano presso case di amici di famiglia. Proprio grazie a queste testimonianze, che di per sé violavano le leggi del Mississipi, perché non si doveva vedere mai un bianco parlare con una di colore e viceversa, Skeeter pubblicherà un libro in anonimo che diventerà un bestseller.
Un'opera che rimarca in un certi versi Il Colore Viola di Spielberg, anche se lo fa con leggerezza, mantenendo un tono basso, quasi da commedia senza dimenticare i risvolti drammatici, che ci sono e che rimangono impressi nello spettatore. Il fim ha ottenuto 5 nomination agli Oscar 2012.

24 dicembre 2011

DiStRaZiOnE di MaSsA, Buon Natale e Buon Anno


Quante "novità" in questo 2011. Le dimissioni di Berlusconi il 12 Novembre hanno aperto un nuovo capitolo nella Repubblica italiana ... scusa come? Nella Repubblica italiana? Ah, sì scusate, volevo dire in questo specie di paese. Nello Zingarelli, Il Nuovo Zingarelli, il vocabolario della lingua italiana per intenderci, dà la definizione di Repubblica, che vi riporto di seguito: "Forma di governo rappresentativo", e vabbè fin qui ci siamo, "Il cui Presidente viene eletto dai cittadini", STOP/STOP/STOP! Ma come Monti l'abbiamo eletto noi? Non mi sembra. Non potrò più dire il mio governo, ma dirò quel governo. D'ora in poi dovrò parlare in maniera del tutto oggettiva. Quando accendo la tv e mi sintonizzo sul primo canale, quello della televisione di Stato, insomma quel canale che per vederlo, ora, dovrai pagare un euro e cinquanta in più sul canone ... Mi sintonizzo e vedo parlare un signore dal portamento gaudioso, visibilmente sbarbato, vita da italiano rispettabile, per niente mondano, con una bellissima chioma canuta: Mario Monti. È lui il presidente del consiglio, del cosiddetto nuovo governo tecnico, quello che ha fatto la riforma delle riforme: LA SALVA ITALIA. Mi chiedo, insistentemente, da cosa ci siamo salvati, da cosa ci salveremo? Da Berlusconi? No, non credo anche perché Silvio ha deciso di raddoppiare la sua presenza; e da cosa allora? Ah, dalla CRISI. Infatti i valenti docenti del nuovo governo tecnico il 6 Dicembre 2011 hanno pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto legge del Governo Monti n. 201/2011.   In esso c'è un accenno di patrimoniale, beh, una semplice addizionale sui veicoli pesanti, i suv. Poi, arrivano le pensioni: dal 2012 si potrà accedere solo alla pensione di vecchiaia o con 42 anni di contributi, dal 2012 la pensione di vecchiaia si raggiunge a 66 anni per i lavoratori dipendenti, e a 66 anni e 6 mesi per gli autonomi. Ci sono pure gli aumenti legati alla speranza di vita: nel 2022 l'età sarà portata almeno a 67 anni. Aumento della benzina, del diesel e dei derivati, ritorno all'ICI ... Mi chiedo ma ci volevano veramente dei tecnici per fare queste scelte? Chiunque sarebbe andato al Governo, avrebbe pensato che di fronte ad una crisi d'immani proporzioni come la nostra, la prima cosa che poteva venire in mente era: "adesso tasso il tassabile". Ecco sì adesso tasso. I soldi che entrano si chiamano entrate ed io allora tasso! Già la pressione fiscale era un problema di questo specie di paese, poi dopo questa riforma "SALVA ITALIA" toccherà il 44% e più.
Ma oggi è Natale e tutti i nostri cattivi pensieri vanno via: macché via ... in questo specie di paese la distribuzione della richezza per quasi più di trent'anni è stata solo per i pochi (ricchi), un paese la cui stagnazione dei risparmi era ed è altissima, nel quale c'è un elevato tasso d'evasione, dettato dalla corruzione del settore pubblico e privato. Allora mi chiedo ma quei monti di Monti prima di tassare, non dovevano pensare a come distribuire la produzione per fare ricchezza? Cioè non si doveva creare un sistema di abolizione delle caste, degli ordini e dei cosiddetti poteri forti; creare progetti di finanziamento che rafforzassero le piccole medie imprese? Invece di dare soldi all'amica Fiat per salvarla, ad Alitalia e poi non garantire il diritto al lavoro, minimizzando le responsabilità contrattuali e pretendendo di togliere l'art.18 dallo statuto dei lavoratori? E salvare questo paese significa togliere le rotte ferroviarie di Trenitalia dal sud italia? Ed un piano sud? Vabbè queste domande non toveranno mai una risposta. Forse dovrò cercarla in giro. Intanto Monti boccia l'Italia, gli italiani dovranno ripassare la materia e ritornare per un nuovo esame. Siamo sicuri di salvarci ... In culo alla balena e buon natale e un buon anno!!!

03 dicembre 2011

Midnight in Paris e l'elogio dell'arte

Sembra, piuttosto, un esercizio di natura proustiana. Una girandola d’emozioni, che oscillano, costantemente, tra il tempo perduto e il tempo ritrovato. Con “Midnight in Paris” Woody Allen aggiunge un altro piccolo capolavoro ai suoi quarantacinque film precedenti. Il giovane attore Owen Wilson è bravo ad incarnare un giovine Allen dall’aria persa e disincantata. Lui è un apprendista scrittore, senza un romanzo pubblicato; in realtà, è uno sceneggiatore di fiction negli Stati Uniti: ammette che scrivere sceneggiature sia più facile che scrivere romanzi, non gli si può certo dargli torto. A fare da sfondo una Parigi ripresa nella sua bellezza notturna. Molto caratteristiche le riprese iniziali delle vie di Parigi che precedono i titoli di coda. Il regista è ammagliato dalle luci che graffiano Parigi e dagli splendidi ponti che s’affacciano sul Senna, come la scena sul ponte Saint-Michel. Il giovane protagonista si ritrova a vagare per Parigi in dolce compagnia della ragazza e (forse …) futura moglie, perché i genitori di lei li convincono a raggiungerli per un breve soggiorno, visto che il padre di lei è un uomo d’affari con tendenze repubblicane. Poi, come una manna dal cielo, fionda il passato. L’alter ego di Allen decide di passeggiare da solo per le strade di Parigi; la moglie gli consiglia di non allontanarsi troppo dal Grand Hotel nel quale alloggiano, per non rischiare di perdersi; ma lui che fa? Si perde. Ecco che entra la mano del regista, che come un dio, ha il potere di stravolgere il tempo. Dopo la mezzanotte per il giovane scrittore “suona la campana” e comincia a rivivere avventure di straordinaria ironia con i padri putativi dell’arte e della letteratura, quelli che hanno scritto, dipinto e vissuto nella Parigi degli anni '20 e ’30. Incontrerà Ernest Hemingway, Pablo Picasso e la musa che posava per lo stesso pittore, interpretata da Marion Cotillard, donna bellissima che era contesa tra i due artisti; Salvador Dalì (Adrian Brody) e Luis Bunel, il regista del surrealismo. Lo sguardo sul ricordo, è sincero, bello e leggero. Chi andrà in sala a vederlo deve cercare proprio questo aspetto: il reale che incontra il surreale, il presente e il passato. La riflessione del passato che serve a farci capire questo vuoto e poco creativo presente. Perché chi si aspetta in questa pellicola, solo comicità da battuta, ne rimarrà deluso. Qui c’è una comicità arguta, sensibile, che tocca la cultura, la filosofia, la politica e la società. Allen vuole dichiarare allo spettatore il suo rigetto verso il presente, privo di creatività e bellezza, rispetto, invece, ad un passato ricco di bellezza, cool, come lo definiranno le parole stesse del protagonista.

18 novembre 2011

IMMORTALS. MANIERISMO VISIVO E 3D SCADENTE


Con Scontro tra Titani ci aspettavamo apprezzamento per la mitologia greca, che purtroppo era del tutto assente; in Immortals ci aspettavamo anche questo, ma è caduto nella stessa barca del precedente kolossal anti-mitologico. Anche qui c'è il solito scontro mortali e dei, che molto cartoonisticamente, osservano il mondo dai cieli. Racconta la storia di Teseo figlio del dio Poseidone, quindi un semidio, che però dovrà vedersela con l'ira del titano Iperione, interpretato dal sempre bravo Mickey Rourke, che ha, però le sembianze del malvagio e carnefice re di Creta; questo personaggio, è portato ai massimi dell'esagerazione perché tutto ciò che gli passa davanti viene torturato, sfregiato, denudato e ammazzato brutalmente. Insomma, un ruolo su misura per Mr. Rourke. Il giovine Teseo, sbarbatello di mamma, è interpretato dalla nuova promessa? Beh, non direi ... classe '83, che ha alle spalle film come Tristano e Isotta, Basta che funzioni, Montecristo; lui è Henry Cavill, che avrà perso punti per questa interpretazione, ma ha guadagnato, sicuramente, in danari. I titani sono coloro che si ribellano agli dei. È difficile oggi trovare qualcuno che conosca la mitologia, figuriamoci se nella scuola italiana ci sono professori che la insegnano, non perché non la vogliono e perché non la sanno. Un film che varrebbe la pena vedere se funzionasse almeno il 3D, neanche quello; aspettavo che qualche freccia dell'arco di Teseo mi venisse in faccia, oppure, qualche cataclisma dell'ira degli dei. Invece, il film di Tarsem Singh, regista di The Cell con Jennifer Lopez(ahahah), si abbraccia, costantemente, ad una pietosa copia di 300, imitandolo nella "stretta stretta" battaglia del tunnel (invece dello stretto sul burrone di 300); dopo meno di 10 minuti di film ti accorgi che dell'occhiale 3D se ne può fare pure a meno. Ecco il grande dilemma, non del film per quanto sia brutto, perché lo si capisce in partenza, ma per l'inutilità e/o fregatura di questa rottura di 3D.

ps: un plauso va all'indimenticabile inquadratura del fondo schiena di Freida Pinto!

22 ottobre 2011

XII Mostra del fungo. Associazione micologica Mesagne


L’Associazione Micologica Bresadola Gruppo “Claudio Dipietrangelo”, con il patrocinio del Comune di Mesagne vi invita oggi 22 Ottobre e domani 23 ottobre 2011 alla XII Mostra del Fungo - IV Convegno Micologico Naturalistico. Tale manifestazione che ha risonanza sia nel territorio comunale, sia in quello regionale, ha lo scopo di promuovere una cultura micologica naturalistica, coretti comportamenti rispettosi degli ecosistemi, avvicinare sempre più appassionati alla conoscenza del meraviglioso mondo del fungo.
Programma mostra:

Oggi sabato 22 e domani 23 ottobre 2011 XII Mostra del Fungo presso l’Auditorium del Castello Piazza IV Novembre, 1 Mesagne. Orari mostra oggi ore 18.00-21.00 - domani ore 9.00-12.30 - 15.00-21.00 Convegno; oggi 22 ottobre 2011 IV convegno Micologico Naturalistico presso l’Auditorium del Castello
ore 17.00 Via Castello, Mesagne. Interverranno con relazioni e proiezioni a carattere Micologico; Arturo Baglivo, Carlo Agnello, Antonio Livieri.

Moderatore: Angelo Santoro.


11 ottobre 2011

Deterrenti per nullatenenti


descrizione: piccola (inutile) rubrica che si differenzia dalle rubriche "Elzevirista dicit" ed "Elzevirista videt"

Il tasso di disoccupazione cresce. La crisi diventa mondiale, non più solo europea. Intanto, ti fai un giro per le agenzie interinali per mandare qualche curriculum. «Gentile signore lei è iscritto al nostro sito web?» mi dice la segretaria, mentre sono con curriculum alla mano, pronto a darglielo. Le rispondo: «veramente no!». «Ah ho capito» dice lei. Allora mi sono chiesto, "potevo farlo da casa"! invece andando in agenzia credevo di poter fare una buona impressione e/o magari compassione. Andare a cercare lavoro (?), per sentirsi dire: «si registri al sito, lei è un laureato! Il trattamento in agenzia è riservato ai soli diplomati!». Indignarsi ... come da solo, almeno con altri due o tre, e poi magari dopo l' indignazione ci andiamo a prendere qualcosa al bar, un aperitivo, un caffettino ... Ah gli italiani! Loro non s'indignano, si annoiano. Dall'altra parte dell'oceano a Wall Street c'è chi s'indigna contro i colossi della finanza che hanno prosciugato e continuano a prosciugare l'economie mondiali. Prima di loro, in Spagna, gli indignados. E noi?

Comunque se ve ne state a casa sappiate che un deterrente c'è. Siccome questo è un periodo clou per le mosche; impugnate un "ammazza mosche" e ammazzatene quante piu' possibile ... È un modo per reprimere la propria indignazione. Se non riuscirete a schiacciarne nemmeno una, beh, a quel punto non è la vostra giornata.
ROARRR!!!

07 ottobre 2011

Elzevirista dicit: «Si spegne Mr. Apple»


Ci sono imprenditori; ci sono artisti; ci sono miliardari; ci sono quelli che vivono di rendite; ci sono le rockstar e poi c'è: Steve Jobs.
Non uno qualsiasi, ma un creativo che ha creduto strenuamente in ciò che pensava, sperimentava ed inventata. È stata la marcia in più per il cambiamento radicale del personal computer. Ha sancito il passaggio da pc all'icomputers. i quella "i" che fa cultura, che dà vita ad un nuovo scenario e modo di concepire la tecnologia:  come se quella "i" stesse per "intimista", cioè, un nuovo tipo di tecnologia al limite del futuristico, design semplice, minimalista ed efficace. Il 5 Ottobre Steve Jobs ha lasciato il mondo. Quel mondo che lui reputava un pianeta bellissimo, e che è riuscito a cambiare(?), almeno ha rivoluzionato l'approccio con la tecnologia.
Nell'1977 il primo personal computer destinato ad essere l'antenato di tutte le meraviglie venute dopo: macbook, ipad, ipod e iphone.
Adesso alla guida del colosso di Cupertino c'è: Tim Cook. I siti e i giornali di tutto il mondo, lo hanno paragonato ai più potenti uomini d'affari della storia; chi a Henry Ford, chi, addirittura, a Leonardo Da Vinci e chi ad Edison. È, sicuramente, stato un visionario creativo, che ha saputo mettere in atto i suoi pensieri, le sue idee. Un uomo che ha fatto della curiosità, un traino per migliorare la tecnologia, rendendola quanto più minimalista possibile, pulita ed appetibile ad un certo tipo di pubblico.

L'impatto emotivo della sua morte, ha spinto i media internazionali a dire che sia stato l'inventore, nonché creatore del pc. Ciò è inesatto, visto che i primi inventori del pc sono stati IBM e Microsoft. Sia Gates con Microsoft, che l'IBM, hanno radicalmente cambiato il nostro modo di vivere e quello delle aziende e di tutti i sistemi burocratici. La tecnologia informatica e telematica ha accelerato i rapporti e aumentato le transazioni di credito, rendendo il tutto più dinamico e fluido. Non dobbiamo dimenticare i padri dei protocolli internet ... tanto di cappello. Senza di loro Zuckerberg ad esempio non esisterebbe! Quindi non è solo grazie a Jobs, ma anche a loro. Straordianrio innovatore, ma non santo. Perché se da un lato dobbiamo commemorare le gesta di questo genio, dall'altro dobbiamo ricordare l'abnorme numero di sfruttati e malpagati cinesi della Foxconn, che produce i componenti per l'industries di Job.
Ha dato vita a prodotti inimitabili. A lui si deve l'invenzione del mouse. UNA MENTE CHE AMAVA CREARE. Un manager che ha generato un mercato dell'itech, il cui rapporto qualità/prezzo non è sopportabile dalla massa. Gingilli tecnologici costosissimi, che però hanno creato sogni come: Toy Story e Wall-E. E mentre la tecnologia continua a viaggiare verso scenari ignoti, pochi giorni fa Mr. Jobs ha spento il monitor e si è messo a viaggiare nel futuro. Videmus!