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Il Racconto dei Racconti

Tre fiabe, tre storie tratte dall’opera in napoletano arcaico Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenemiento de peccerille di Giambattista Basile scrittore partenopeo del ‘600. Matteo Garrone ( L’Imbalsamatore, Gomorra, Reality ) si confronta con un genere che negli ultimi anni è stato di dominio hollywoodiano: il fantasy. Genere fin troppo saturato anche da note serie tv come Game of Thrones . Peraltro se ricordiamo bene, nel cinema italiano ci sono stati registi che hanno adottato il fantasy come linguaggio, ad esempio: Mario Bava, Antonio Margheriti, Lamberto Bava, Lucio Fulci ecc. I quali sono stati anche precursori del fantasy dark e dell’horror. Nelle scene del film Il Racconto dei Racconti c’è un’atmosfera mistica che trasmette sensazioni chimeriche. Tre storie: una Regina (Salma Hayek) che non riesce ad avere un figlio. Due sorelle anziane, di cui una di queste vittima delle attenzioni ossessive di un Re (Vincent Cassel) tormentato dal sesso. La principessa Viola (Bebe ...

Trasformismo e bullismo politico, due facce della stessa medaglia

È nel microcosmo comunale che si possono notare le piccole e le grandi metamorfosi della politica. Se qualcuno pensa che il trasformismo sia una qualche sciagura, si sbaglia! Allearsi con chiunque passi davanti alla porta di casa è lecito ed è possibile. Qual è il vantaggio? È ottenere il maggior numero di voti e vincere le elezioni. Il trasformismo è una manovra cinica sì, ma anche altrettanto rischiosa, in che senso: si deve totalmente sconfessare la propria memoria politica; si devono rinnegare tutte le dichiarazioni che sono state fatte in passato e le alleanze che sono state fatte in passato; ritrattare su ogni precedente politico. Il punto è che ogni precedente è scritto, è raccontato, è storia. Per poter quindi ottenere una probabile vittoria ci si allea con qualunque forza politica indipendentemente se essa sia di destra, di sinistra, di centro, etc. Quando una parte politica decide di fare un’azione trasformista, la fa punto e basta, di prepotenza. Il fenomeno è sin...

John Wick

Sembra che la vendetta sia dolce per la carriera di Keanu Reeves. E non è per fare dell’ironia, perché John Wick, diretto dalla controfigura in pensione Chad Stahelski, è un revenge movie elegante. Keanu Reeves, come si può vedere dalle ultime pellicole, si è cimentato in ruoli d’azione, che richiamano il cinema orientale. Ruoli non facili, coreografici, quindi fisici e che lo costringono a combattimenti a corpo a corpo. Ha cinquant’anni ma ne dimostra trenta. È bene che in questo filone Liam Neeson si guardi le spalle. John Wick (Reeves) ha una morale animalista. Ha un cucciolo di beagle, regalatogli postumo dalla moglie, morta giovane a causa di una malattia. Wick vive in una casa da far invidia anche a Bill Gates e ha una macchina vintage con la quale fa sgommate in aeroporto per scaricarsi. Poi una bella mattina va fare benzina e incrocia alcuni gangster russi che lo dileggiano; alla sera Wick se li ritrova in casa che gli razziano qualsiasi cosa e il cucciolo incontra ...

The Imitation Game: un genio controverso

Alan Turing, l’antesignano dell’informatica e della cibernetica. Egli fu anche matematico - crittografo che inventò, nel corso del secondo conflitto mondiale, una macchina di decrittazione con la quale anticipò le mosse dei nazisti, decifrando il dispositivo Enigma. Il regista Morten Tyldum dirige un film appassionante che s’interroga sulla solitudine del genio. Benedict Cumberbatch invece interpreta Alan Turing e lo fa con sguardo freddo e postura perfetta, incarnandone tutte le sfumature tormentose del matematico. Tuttavia The Imitation Game cerca di percorrere due strade, quella della risoluzione storica attraverso la decifrazione di Enigma e quindi il contributo all’opposizione del regime nazista; e l’altra quella della vita privata di Turing: dichiaratosi omosessuale nel 1954 in Inghilterra, dove all’epoca non era contemplata l’omosessualità, e costretto a scegliere tra l’ergastolo o la castrazione chimica. Un film piacevolissimo che è a tratti didascalico, aiutato però da...

Buone utopie per il 2015

È facile dire: «la situazione di questo paese è grave, perché sono tutti corrotti e ci sono i poteri forti, eccetera …». È da qualunquisti, è da complottisti; è la via più semplice che si possa percorrere. Dovremmo invece preoccuparci dell'Italia, della sua ‘costruzione’ antropologica. La classifica della corruzione percepita (Corruption Perceptions Index del 2014 di Transparency International), con l'Italia prima in Europa come paese corrotto, non ci fa onore, ma non ci aiu ta nemmeno a cambiare nel nuovo anno. La legge di stabilità lascia fuori una cospicua fetta di "invisibili": precari, disoccupati, inattivi e indigenti. Una manovra economica deve agire soprattutto sul sostegno degli "ultimi", come disse lo scrittore Mauro Corona al talk show politico Ballarò. Significa pretendere di diritto l'uguaglianza sociale. Pierre Bourdieu parlava di "potere simbolico". Un potere esercitato dall'ordine delle cose, il quale tende a formare una r...

La canottiera (racconto)

Nelle calde giornate d’agosto il sudore si appiccicava sulla pelle come un francobollo sul retro lettera. Avevo otto anni. Ero un bambino del sud, che sarebbe diventato poi un uomo del sud. Ricordo bene che allora il mio stato d’animo era euforico e al tempo stesso triste perché di lì a poco sarebbe iniziata la scuola. L’assenza, dovuta al lavoro, dei miei genitori mi costringeva a passare gran parte del mio tempo immaginario e reale con i miei nonni materni. Mio nonno, un vecchio distinto che aveva servito la Marina militare nel secondo conflitto mondiale, m’incuriosiva. Non parlava molto con me; a dire il vero, parlavo di più con mia nonna. Lei era di una dolcezza infinita, con una lunga chioma di capelli neri nonostante l’età, che scioglieva di tanto in tanto e ingrassava con dell’olio d’oliva. Le vedevo fare spesso quel gesto e mi fermavo a guardarla. Erano dei frame , degli sprazzi che arrivavano quando meno te lo aspettavi. E poi c’era l’odore della casa. Ancora riesco a...

I Mercenari III ̶ The Expendables ̶

Ci sono tutte le grandi stars del cinema action 80/90. Sylvester Stallone in questo terzo capitolo riunisce vecchio e nuovo, per comunicare alla platea che il cambio generazionale deve avvenire anche per l'emisfero del cinema d’azione. Jason Statham, Jet Li, A. Schwarzenegger, Mel Gibson, Dolph “ti spiezzo in due” Lundgren, Harrison Ford: i vecchi. Kellan Lutz, Terry Crews, Rendy Couture e altri: i nuovi. A parte le miriadi di comparse trivellate da infinitesimali colpi di mitraglia, non stupisce per niente come un prodotto con tanti volti del cinema hollywoodiano, punti a essere solo d’intrattenimento. Il precedente di Simon West vedeva Van Damme, Norris, Adkins; ed era certamente il doppio più esplosivo del successivo di Patrick Hughes. Alla fin fine lo scopo è raggiunto, dare un’anima alle action figures , rappresentarle sia come macchiette sia come miti, legandole alla vita vera dei suoi interpreti, che difficilmente distinguono il reale dalla finzione. Sembra che in qu...