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Ant-Man: una piccola delizia

La Marvel Studios sembra non abbia esaurito ancora del tutto le idee e la creatività. Andare a spulciare dagli scaffali della fumetteria eroi sconosciuti al grande pubblico e portarli alla ribalta sul grande schermo, potrebbe comportare dei rischi. Nella fattispecie di Ant-Man non lo è stato per niente. Diretto da Peyton Reed ( Abbasso l'amore ), scritto a più mani da Joe Cornish e Edgar Wright, Ant-Man - il film riduce le proporzioni fisiche dell'eroe per portarlo ai livelli del mito . Scott Lang (Paul Rudd) è appena uscito da galera. Deve ricominciare daccapo la sua vita. Ha bisogno quindi di ritessere i rapporti con la sua bambina, che vive con la sua ex-moglie e con il nuovo compagno. Lang sa che è molto difficile, soprattutto quando trova un lavoro e poco dopo lo perde. Perciò sfodera le sue competenze, quelle di ladro. Lang, infatti, è un mago del furto con una certa reputazione. Al momento la scoperta scientifica dello scienziato Hank Pym (Michael Douglas...

Spectre

  Spectre è il secondo Bond del regista Sam Mendes dopo Skyfall e il quarto di Daniel Craig. Mendes ( Era mio padre , American Beauty ) mostra già all’apertura del film un’ineguagliabile padronanza registica: piano sequenza tra la torma del “Giorno dei morti” a Città del Messico che vede Bond alle prese con una scazzottata in un elicottero che sta lì e lì per schiantarsi, mentre a terra la folla mascherata sciama di qua e di là. Una grande scena d’azione insieme poi all’inseguimento sulla via Nomentana a Roma in cui Bond gigioneggia con un’Aston Martin DB10 e il sicario David Bautista che brama per ammazzarlo. La sequenza del treno in cui Bond lotta all’arma bianca sempre con l’indistruttibile Bautista e che ricorda la famosa scena dell’orient express di Dalla Russia con Amore . La sceneggiatura di John Logan e Neil Purvis, non è potente quanto lo fu quella di Skyfall, che andava a indagare sulla psicologia profonda dei personaggi, ma è invece più debole. Qui c’è un’organiz...

Suburra

Regia: Stefano Sollima Soggetto: Giancarlo De Cataldo, Carlo Bonini Sceneggiatura: Sandro Petraglia, Stefano Rulli Cast: Greta Scarano, Pierfrancesco Favino, Alessandro Borghi, Claudio Amendola, Elio Germano, Adamo Dionisi   Suburra significa "gente di malaffare" e il regista di RomanzoCriminale – La serie , ne sa più di qualcosa. Il film di Stefano Sollima è un buon esercizio di stile e ha caratteristiche che richiamano il cinema di genere mitteleuropeo. È girato con abilità manieristiche, che però sfociano nell’azione casereccia; la fotografia impeccabile di Paolo Carnera ( ACAB e I Galantuomini ) fortunatamente lo rende godibile. Roma è sempre fosca, piovosa, farebbe invidia pure a Londra, ideale come sfondo per il "marciume imperante". La storia è lineare, anzi fin troppo, e percorre i sette giorni prima della cosiddetta "Apocalisse", dal 5 novembre 2011 sino all'11 novembre 2011, per concludersi il 12 novembre con il fatidico giudizio ...

Il Racconto dei Racconti

Tre fiabe, tre storie tratte dall’opera in napoletano arcaico Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenemiento de peccerille di Giambattista Basile scrittore partenopeo del ‘600. Matteo Garrone ( L’Imbalsamatore, Gomorra, Reality ) si confronta con un genere che negli ultimi anni è stato di dominio hollywoodiano: il fantasy. Genere fin troppo saturato anche da note serie tv come Game of Thrones . Peraltro se ricordiamo bene, nel cinema italiano ci sono stati registi che hanno adottato il fantasy come linguaggio, ad esempio: Mario Bava, Antonio Margheriti, Lamberto Bava, Lucio Fulci ecc. I quali sono stati anche precursori del fantasy dark e dell’horror. Nelle scene del film Il Racconto dei Racconti c’è un’atmosfera mistica che trasmette sensazioni chimeriche. Tre storie: una Regina (Salma Hayek) che non riesce ad avere un figlio. Due sorelle anziane, di cui una di queste vittima delle attenzioni ossessive di un Re (Vincent Cassel) tormentato dal sesso. La principessa Viola (Bebe ...

Trasformismo e bullismo politico, due facce della stessa medaglia

È nel microcosmo comunale che si possono notare le piccole e le grandi metamorfosi della politica. Se qualcuno pensa che il trasformismo sia una qualche sciagura, si sbaglia! Allearsi con chiunque passi davanti alla porta di casa è lecito ed è possibile. Qual è il vantaggio? È ottenere il maggior numero di voti e vincere le elezioni. Il trasformismo è una manovra cinica sì, ma anche altrettanto rischiosa, in che senso: si deve totalmente sconfessare la propria memoria politica; si devono rinnegare tutte le dichiarazioni che sono state fatte in passato e le alleanze che sono state fatte in passato; ritrattare su ogni precedente politico. Il punto è che ogni precedente è scritto, è raccontato, è storia. Per poter quindi ottenere una probabile vittoria ci si allea con qualunque forza politica indipendentemente se essa sia di destra, di sinistra, di centro, etc. Quando una parte politica decide di fare un’azione trasformista, la fa punto e basta, di prepotenza. Il fenomeno è sin...

John Wick

Sembra che la vendetta sia dolce per la carriera di Keanu Reeves. E non è per fare dell’ironia, perché John Wick, diretto dalla controfigura in pensione Chad Stahelski, è un revenge movie elegante. Keanu Reeves, come si può vedere dalle ultime pellicole, si è cimentato in ruoli d’azione, che richiamano il cinema orientale. Ruoli non facili, coreografici, quindi fisici e che lo costringono a combattimenti a corpo a corpo. Ha cinquant’anni ma ne dimostra trenta. È bene che in questo filone Liam Neeson si guardi le spalle. John Wick (Reeves) ha una morale animalista. Ha un cucciolo di beagle, regalatogli postumo dalla moglie, morta giovane a causa di una malattia. Wick vive in una casa da far invidia anche a Bill Gates e ha una macchina vintage con la quale fa sgommate in aeroporto per scaricarsi. Poi una bella mattina va fare benzina e incrocia alcuni gangster russi che lo dileggiano; alla sera Wick se li ritrova in casa che gli razziano qualsiasi cosa e il cucciolo incontra ...

The Imitation Game: un genio controverso

Alan Turing, l’antesignano dell’informatica e della cibernetica. Egli fu anche matematico - crittografo che inventò, nel corso del secondo conflitto mondiale, una macchina di decrittazione con la quale anticipò le mosse dei nazisti, decifrando il dispositivo Enigma. Il regista Morten Tyldum dirige un film appassionante che s’interroga sulla solitudine del genio. Benedict Cumberbatch invece interpreta Alan Turing e lo fa con sguardo freddo e postura perfetta, incarnandone tutte le sfumature tormentose del matematico. Tuttavia The Imitation Game cerca di percorrere due strade, quella della risoluzione storica attraverso la decifrazione di Enigma e quindi il contributo all’opposizione del regime nazista; e l’altra quella della vita privata di Turing: dichiaratosi omosessuale nel 1954 in Inghilterra, dove all’epoca non era contemplata l’omosessualità, e costretto a scegliere tra l’ergastolo o la castrazione chimica. Un film piacevolissimo che è a tratti didascalico, aiutato però da...